COME GLI STRUZZI 2018-04-18T10:12:53+00:00

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“…come gli struzzi…”

Insegnamento Biblico sul  compito genitoriale

(Lamentazioni 4:3b; Giobbe 39:13-18; Michea 1:8)

 

 

 

Premesso che essere genitori non è certo un compito facile, cercheremo di tratteggiare alcuni insegnamenti della Parola di Dio sul compito genitoriale, partendo dalla similitudine che ci viene presentata dal Libro delle Lamentazioni: “la figlia del mio popolo è divenuta crudele come gli struzzi del deserto” (Lamentazioni 4:3).    Ecco alcune caratteristiche dello struzzo inquadrato dall’obiettivo della Scrittura:

 

  1. Lo struzzo è “crudele” (Lamentazioni 4:3). Giobbe ci spiega tale aggettivazione: “ … poich’esso abbandona sulla terra le proprie uova, le lascia scaldare sopra la sabbia. Egli dimentica che un piede le potrà schiacciare, che le bestie dei campi le potranno calpestare. Tratta duramente i suoi piccini, quasi non fossero suoi; la sua fatica sarà vana, ma ciò non lo turba, perché Dio l’ha privato di saggezza, non gli ha impartito intelligenza” (Giobbe 39:14-17).Possiamo dunque notare che lo struzzo è:
  2. Crudele perché “abbandona”.

“poich’esso abbandona sulla terra le proprie uova, le lascia scaldare sopra la sabbia” (v.14).

Lo struzzo è un pessimo genitore perché lascia le “proprie uova” esposte al cocente sole del deserto. Così a volte vi sono dei genitori che “abbandonano” spiritualmente i loro figli, lasciandoli “cuocere” da questo mondo. Non c’è alcuna cura spirituale. Si demanda la questione spirituale ad altri interlocutori: pastore, monitore, responsabile dei giovani ecc…. Queste figure devono collaborare con la famiglia, ma non la possono sostituire! Siamo così attenti ed impegnati a dare ai nostri figli un’eredità materiale e culturale che a volte abbandoniamo l’impegno spirituale.

Si abbandona l’impegno spirituale almeno per 3 motivi:

  1. Mancanza di una propria vita spirituale. E’ difficile trasmettere ciò che non si possiede.
  2. Mancanza di lungimiranza spirituale. Lo struzzo fa le uova, ma le “abbandona sulla terra … le lascia scaldare sulla sabbia” (v.14). Non c’è alcuna sana preoccupazione del loro futuro, lo struzzo non pensa a creare attorno alle sue uova un ambiente adatto per il loro sviluppo. Così alcuni genitori compiono scelte dissennate che nel tempo si rivelano dannose per i loro figli. Nella Scrittura possiamo osservare la scelta errata di Lot di portare la propria famiglia in ambienti “disordinati” come Sodoma e Gomorra (Genesi 13:10-13). Scelta che si rivelerà dannosa per l’intera sua famiglia (Genesi 19).
  3. Mancanza di intelligenza spirituale. Dello struzzo la Scrittura afferma: “perché Dio l’ha privato di saggezza, non gli ha impartito intelligenza” (v.17). Per noi genitori, i nostri figli, sono sempre

i “migliori”, ne decantiamo le qualità, ne sottolineiamo le capacità e anche se vivono lontano dal Signore esordiamo con frasi del tipo “ma è un bravo ragazzo/a”: “Lo sarà certamente, ma se non si ravvede quale sarà la sua fine? Non sarebbe meglio soffermarci innanzi tutto sulla loro condizione spirituale e morale, pregando in privato e nella casa del Signore affinché Dio salvi i nostri figli?”.

Ad essere abbandonato non è solo l’aspetto spirituale, ma a volte anche quello dell’educazione. Capita di rilevare, a volte, che i figli vengono gestiti e non educati: c’è un’enorme differenza tra la gestione di un carattere difficile e la sua educazione. Nel primo caso, si riscontra soltanto il tentativo, spesso fallimentare, di limitarne gi eccessi, mentre l’educazione presuppone interventi mirati ad instaurare specifiche regole di comportamento, con le debite “punizioni” in caso di trasgressione. La gestione è cercare di “evitare il peggio” con l’unico obiettivo di avere “una giornata tranquilla”, mentre l’educazione rappresenta un progetto di costruzione della persona che mira all’oggi, ma anche al futuro.

  1. Crudele perché “dimentica”.

“Egli dimentica che un piede le potrà schiacciare, che le bestie dei campi le potranno calpestare” (v.15).

Lo struzzo dimentica di svolgere un’azione di protezione verso le proprie uova. Non basta che un genitore dica distrattamente ad un figlio “ti voglio bene” (anche se ribadirglielo con calore è indubbiamente positivo), è necessario dimostrare questo bene innanzi tutto con un’opera di protezione fisica, morale e spirituale. Vi sono genitori che “le uova” non le proteggono, poi però quando al “pulcino sta per spuntare la barba”, pretendono di svolgere un’azione “preventiva”: in quel momento è tardi per incominciare.

  • Crudele perché “tratta duramente”.

“Tratta duramente i suoi piccini, quasi non fossero suoi; la sua fatica sarà vana, ma ciò non lo turba…” (v.16).

“Perfino gli sciacalli porgono le mammelle e allattano i loro piccoli … La lingua del lattante gli si attacca al palato, per la sete; i bambini chiedono pane, e non c’è chi gliene dia. Quelli che si nutrivano di cibi delicati cadono d’inedia per le strade; quelli che erano allevati nella porpora abbracciano il letamaio” (Lamentazioni 4:3a,4,5). Notate in quale situazione si era ridotto il popolo di Dio a causa della sua disubbidienza. Il cuore dei nostri figli grida: “pane”, non quello materiale, di cui grazie a Dio hanno abbondanza, ma di quello spirituale. Quante volte come genitori (mamma e papà) abbiamo nutrito di pane spirituale i nostri figli? Quante volte tu, papà, gli hai raccontato una storia della Bibbia? Pensi che sia solo un compito della mamma?

 

B. Lo Struzzo è egocentrico

Lo struzzo “quando si muove e prende lo slancio, si beffa del cavallo e di chi lo cavalca” (Giobbe 39:18). Sappiamo che lo struzzo ha un corpo massiccio, alto fino a 2,5 metri, con zampe forti e robuste: è un ottimo corridore. “Lo struzzo batte allegramente le ali; ma le sue penne e le sue piume sono forse di cicogna?” (Giobbe 39:13).

Lo struzzo è veloce, più del cavallo, ha muscoli scolpiti nelle gambe, eppure non li usa per correre a raccogliere le sue uova, ma per il suo ego, beffandosi del cavallo e del cavaliere.

  1. Egocentrismo e pedagogia libertaria

“Lo struzzo batte allegramente le ali; ma le sue penne e le sue piume sono forse di cicogna?”. Lo struzzo è così preso nell’estasi di battere allegramente le proprie ali, così assuefatto dalla propria “bellezza” che dimentica le sue uova. Le sue ali servono solo per se stesso e per i cacciatori che lo uccidono per farle proprie in quanto morbidissime, ma non per i suoi piccini. Vi sono dei genitori, delle mamme e dei papà che sono così concentrati sulle proprie “ali” che non tanto per convinzione, ma per comodità sposano la pedagogia libertaria, teorizzata da Benjamin Spock (1903 – 1998), un pediatra statunitense che ci spiegava che i figli devono crescere senza regole, ma soltanto con il dialogo: i nostri figli hanno bisogno di genitori e non d’avere con noi rapporti ambigui somiglianti a quelli amicali. Ci sarà capitato di ascoltare frasi del tipo: “io e mia figlia siamo amiche” o “io e mia figlia siamo come due sorelle siamesi” (peccato, significa che tua figlia porta male gli anni che ha, probabilmente perché è destinata a sopportare una simile mamma!). Lo struzzo ha le piume, ma “le sue penne e le sue piume sono forse di cicogna?” che accudiscono, invece, i piccoli?

  1. Egocentrismo spirituale

“quando si muove e prende lo slancio, si beffa del cavallo e di chi lo cavalca”. Vi sono alcuni genitori che sono così presi da se stessi, dai propri “muscoli” anche “spirituali”, dalle proprie doti, che dimenticano che le loro uova stanno soffocando al sole del deserto. Vi è un egocentrismo, infatti, anche spirituale: genitori presi dall’attivismo che in realtà stanno perdendo spiritualmente i loro figli. Dio guardi le nostre famiglie dallo sterile attivismo che altro non produce che la trascuratezza spirituale e morale dei nostri figli! III. Egocentrismo emozionale pseudo-cristiano

“quando si muove e prende lo slancio, si beffa del cavallo e di chi lo cavalca”. Lo struzzo è “rapito” dalle emozioni sempre nuove che prova nella corsa quando “si beffa del cavallo e di chi lo cavalca”. Così alcuni genitori sono sempre alla ricerca di “novità cristiane” che sfamino il proprio egocentrismo emozionale. Così direttamente o indirettamente per la voglia di “provare”, di “vedere”, di “essere come…” altro non si ottiene che confusione spirituale per se stessi e per i propri figli! L’eredità spirituale che si lascia è una falsa libertà che in realtà cova la mancanza di timore di Dio e un cristianesimo “spettacolare e rumoroso” quanto pericoloso a danno di quello biblico. Se non interviene per tempo un profondo ravvedimento che faccia tornare a ciò che è antico, la Parola di Dio, presto se ne raccoglieranno i frutti: “Non vi ingannate; non ci si può beffare di Dio; perché quello che l’uomo avrà seminato, quello pure mieterà. Perché chi semina per la sua carne, mieterà corruzione dalla carne; ma chi semina per lo Spirito mieterà dallo Spirito vita eterna” (Galati 6:7,8).

 

C. Lo struzzo è affetto da una “sindrome” simile a quella del coccodrillo

“Per questo io piangerò e griderò, andrò scalzo e nudo; alzerò lamenti come lo sciacallo, grida lugubri come lo struzzo” (Michea 1:8).

Secondo una credenza popolare il coccodrillo mangerebbe i suoi piccoli per darsi poi alle lacrime…, anche se probabilmente altro non è che l’abitudine che ha il coccodrillo femmina di spostare i piccoli con la bocca unitamente al fatto che il coccodrillo dopo aver mangiato, per eliminare i sali accumulati li traspira da ghiandole poste nella zona orbitale degli occhi, infatti la struttura della sua pelle non gli permette la traspirazione. Prendiamo per “buona” la credenza popolare sul coccodrillo perché ci illustra l’attitudine dello struzzo: non fa nulla per accudire, proteggere i suoi piccini, però poi manda “grida lugubri”. Alcuni genitori, come lo struzzo, non svolgono il compito genitoriale poi però elevano “grida lugubri” per se stessi e i propri figli.

 

Giobbe afferma: “sono diventato fratello degli sciacalli, compagno degli struzzi” (Giobbe 30:29), dove gli struzzi sono simbolo di Rovina e Desertificazione. Se ci comportiamo “come gli struzzi” altro non avremo che rovina e desertificazione nella nostra casa come l’ha avuta il popolo d’Israele per aver agito “come lo struzzo” (Lamentazioni 4:3).

Altra credenza popolare è che “gli struzzi mettano la testa sotto la sabbia” (forse prende vita dal movimento che lo struzzo fa verso il basso con il collo per mangiare: è un’illusione ottica), in realtà, invece, sembra che in caso di pericolo si sdraino sul terreno con la testa ed il collo allungati in avanti, rimanendo fermi nella speranza che siano ignorati dal nemico … Se ci accorgiamo che attorno alle nostre “uova”, ai nostri piccini, ai nostri figli c’è il nemico, c’è il pericolo, non sdraiamoci aspettando che passi …, ma agiamo come genitori ubbidienti alla Parola di Dio e soprattutto preghiamo per e con i nostri figli.

Essere genitori non è facile … ma questa non è una scusa per essere “come degli struzzi”! (Lamentazioni 4:3).

 

Michele Venditti